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Museo dell'Accademia di Firenze

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Venerdì 21 settembre 2007 si è svolta a Firenze una serata speciale organizzata da Andrea, Francesco e Paolo Mati. Protagonisti un gruppo di musicisti pistoiesi, e non solo, ad interpretare le musiche di Andrea Mati e Franco Poggiali Berlinghieri in un ambiente davvero unico quanto prestigioso: la sala del David nel Museo dell’Accademia. Per presentare il CD da poco pubblicato “Frammenti e quartetti” per la casa discografica Tactus è stato organizzato quesconcerto dove circa centottanta invitati hanno potuto assistere ad una selezione di musiche originali interpretate magistralmente da un folto gruppo di musicisti. Sono stati eseguiti brani ora melodici, ora intensi e profondi, con “a solo” del Maestro contrabbassista Luigi Giannoni, del Maestro Luca Magni al flauto traverso, della professoressa Mariella Mochi all’organo portativo accompagnati da arpa, viola, violini e pianoforte. Una serie di brani di musica classica contemporanea, inclusi due brani lirici, dedicati a personaggi come Giuliano Gori, ispirati al mito di Berenice o alle anime elette che con piccole o grandi opere, tengono in vita il mondo. Fra questi anche una novella di Francesco Mati in musica, letta da Nicolò Belliti, ed una emozionante interpretazione del Soprano Solista Chiara Panacci accompagnata dalla Corale Val d’Era proprio nel brano dedicato a Berenice, magistralmente diretta dal Direttore Simone Valeri. Nella sala del David, circondati dai “Prigioni” e dalla Pietà di Palestrina di Michelangelo, gli ospiti hanno assistito ad un concerto straordinario dove arte e musica si sono fuse annullando, seppur per poco, spazio e tempo.

Al termine del concerto un emozionato Andrea Mati, assieme a Franco Poggiali Berlinghieri, ha donato una composizione floreale alla direttrice del Museo, la dottoressa Franca Falletti, ringraziandola per la meravigliosa opportunità concessa. Gli ospiti hanno poi potuto visitare il museo degli strumenti musicali, aperto per l’occasione, e concludere la serata con un buffet organizzato nella corte interna del museo. Non è il primo concerto organizzato dai fratelli Mati, lo scorso anno furono organizzati alcune serate, anche per beneficenza, al Bolognini ed un piccolo concerto in occasione del premio il Ceppo nella sala consiliare del comune.

“L’uomo ha bisogno di nutrirsi anche d’arte - dice Andrea Mati - di liberare la fantasia, di uscire dagli schemi. Serate come questa nascono dalla volontà, mia e dei miei fratelli, di riunire le persone con cui abbiamo rapporti non solo di amicizia, in occasioni dove ci possiamo dimenticare del lavoro per potersi dedicare a mantenere vivo l’interesse per la cultura, il sentimento della fantasia e dell’amicizia.”

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